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Il mio primo anno su A69 - prima parte


di DolceMia73
08.09.2025    |    2.842    |    7 9.5
"Primo pomeriggio di un giorno tanto caldo e scopro di aver imparato almeno la prima lezione: nessuna buca questa volta..."
Ciao lettore, ti voglio raccontare dei miei primi dodici mesi passati qui su A69 e qualcosa di me.
1 - Nasce Mia
Sono nata qualche anno fa per gioco, una fantasia che io e la mia compagna abbiamo trovato divertente. Nel nostro modo di interpretare il cambio di ruolo mi sono trovata sempre più eccitata in abiti femminili. Nel tempo abbiamo regalato a questa fantasia sempre più accessori per renderla reale, abbastanza credibile da meritare un nome: Mia.
Ancora oggi ho un brivido, questo nome mi da un senso di appartenenza, sì perché sono e sarò sempre proprietà della mia compagna e padrona.
Femminile al massimo delle mie possibilità, in gabbia di castità per periodi sempre più lunghi e usata come una bambola, c'è qualcosa di più eccitante, umiliante e imbarazzante? La risposta è stata ovvia e immediata: farmi usare da un uomo. Un intero mondo di fantasie nuove.
2 - Mia si espone
Dopo i primi tentativi su vari siti scopro l'esistenza di A69, un intero villaggio di persone in cerca di sesso, quale posto migliore? Così l'iscrizione, l'annuncio, le foto e si inizia con le danze. All'improvviso un turbinio di richieste di incontro... E ora che faccio? Come scegliere?
Decine di profili di uomini, attempati o giovani, villosi o glabri, pance pronunciate o piatte, peni eretti o molli, grandi, medi, piccoli o molto piccoli e tutti, proprio tutti che pensano che un "ciao" sia sufficiente per l'incontro.
Come si fa a sceglierne uno? Forse per sintonia mi dico, qualcuno che vada oltre il primo saluto e che voglia confrontare le proprie fantasie con le mie. Inizio a rispondere ai messaggi dicendo che vorrei conoscere meglio prima di incontrare e, qualche insulto (si, ci sono persone che pensano che darmi della troia sia un insulto) e tanta noia dopo, finalmente trovo qualcuno che voglia scrivere di se.
3 - Il primo amico di Mia
Il signor X è un bel ragazzo robusto, villoso, ben dotato e ha un modo di scrivere che trovo divertente. Ha anche una discreta fantasia molto vicina alla mia. I nostri dialoghi si spostano sulla app blu, diventano più frequenti e lui è bravo a solleticare quel mio lato da porca. Un paio di settimane dopo sono cotta a puntino per fare il grande passo, la mia compagna è d'accordo con me perciò si può organizzare il primo incontro.
Lo propongo al signor X che è entusiasta quanto me. L'eccitazione è incredibile, sono pronta nonostante l'imbarazzo sia devastante. Passo del tempo a scegliere cosa indosserò, come organizzarmi per farmi trovare ben rasata, pulita e profumata.
È sera, ci scambiamo le ultime battute, gli spiego ancora una volta che strada dovrà fare per essere da me la mattina dopo. Ci salutiamo con un "a domani" carico di attesa e desiderio.
Sto per imparare la prima grande lezione.
È mattina, guardo il mio completino sexy preparato sulla sedia in camera, faccio un bel respiro e prendo il telefono. Il suo contatto è scomparso insieme alla nostra chat, vado su a69 e scopro che ha cancellato anche il suo annuncio. Non esiste più il signor X.
Il mio primo pensiero è: come lo dico alla mia padrona? Penserà che è colpa mia?
4 - Il primo incontro
Saper capire quando un "ciao" può diventare qualcosa di più concreto rimane difficile ma ora so come fare selezione. Non voglio scoraggiarmi e nemmeno lasciar fare alla mia padrona che ogni tanto prende il mio telefono e risponde con un "si' a tutti quelli che scrivono. Rimango convinta che il miglior metodo sia fare conoscenza. Con questo spirito scivolo verso una nuova amicizia.
Il signor XX è un mio coetaneo e mostra con fierezza le foto del suo pene in erezione, è simpatico, mi fa capire che abbiamo fantasie molto simili ma soprattutto sembra concreto e guarda... ha due ottimi love back. Mi convinco e organizziamo un incontro. Prima del tanto gradevole "a domani" mi accenna ad una sua paura, lo rassicuro subito: Io sono al primo incontro, capisco per prima il timore di non piacere. Ma si spiega meglio, a volte gli capita di "durare poco"... Continuo sulla linea rassicurante e amichevole.
Primo pomeriggio di un giorno tanto caldo e scopro di aver imparato almeno la prima lezione: nessuna buca questa volta. Lui sta per arrivare e io aspetto davanti il cancello, come concordato, in abiti maschili per poi cambiarmi dentro casa.
Arriva su una bella moto, sorridente e allegro. Sembra simpatico anche di persona e io tiro un sospiro di sollievo, entriamo insieme e andiamo subito in camera perché ho saggiamente acceso il condizionatore. Dopo qualche parola lo vedo iniziare a spogliarsi così mi spoglio anche io.
Sto per imparare la seconda lezione
Il signor XX è riuscito a fare foto del suo "arnese" facendolo risultare più grande di quanto sia. Lui è sdraiato sul letto, sorride, il suo piccolo e flaccido pene è nascosto tra una selva di peli. È il mio primo uomo e non ho il coraggio di dire qualcosa. Sono comunque eccitata e imbarazzata, la mia indole da schiava viene in mio soccorso e così mi siedo vicino a lui sistemando il vestitino sotto di me. Mi sdraio, ho il viso vicino al suo pube e ora ne sento il profumo mentre accarezzo le gambe. Poi alzo una mano e con le dita cerco di sollevare il suo pene delicatamente, sento che diventa un poco più duro. È piccolo e un po' curvo ma è anche desideroso, mi basta. Apro le labbra e inizio a fare quello che, nella mia mente, è il miglior pompino che si possa ricevere. Trenta secondi? Non so, forse quaranta e mi dice "sto per venire". Che faccio, smetto? Continuo? Decido di fermarmi, è quello che vorrei io... durare di più. Lui è immobile e non dice nulla, lo accarezzo sui fianchi e quando sento che si rilassa riprendo in bocca il suo pene che ancora si contrae. Sono stata brava, mi convinco e riprovo trovando una posizione migliore, assecondando la sua curva. Mi fa un cenno, sta per venire? Ma... sono passati cinque secondi. Smetto di nuovo pensando di fare bene. Continuo così per altre due volte poi lui mi dice di continuare e io allora continuo... viene copiosamente tra le mie labbra.
Ho fatto il mio primo pompino e assaggio lo sperma di altro uomo per la prima volta, è amaro, abbondante e diverso dal mio.
Dopo ricomposti lui si sta vestendo e mi dice che non è abituato a trattenersi, spiega meglio: non gli piace trattenersi. Ops mi sta rimproverando? Che faccia tosta. Sorrido e lo accompagno alla sua moto.
In serata racconto tutto alla mia padrona, ho dato piacere ad un uomo e, anche se non è stato nemmeno per idea l'incontro che volevo, Mia è finalmente reale.



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